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  • sergiomastrillo

Lo spirito quantistico

Aggiornato il: ott 11

Il tuo spirito quantistico è profondamente egoista.


Il tempo è relativo, anche in uno stato d'animo.

Quante volte ti sei chiesto perché spesso il tempo corre e altre invece rallenta?

La percezione della sua velocità viene condizionata anche da quello che fai in un determinato momento, con chi e dove lo fai? 

E la velocità del tempo dipende sempre dalla curvatura dello spazio che ti circonda?

E quello spazio-tempo è condizionato dal tuo centro o da quello di qualcun altro? Dal centro della galassia, o addirittura dell'universo?

Per rispondere a queste domande, parti dal concreto e scopri che solo il 5% dell'universo è composto di materia, il resto rimane ancora un mistero.

Cominci a speculare coi numeri, ma continui a non capirci niente. Poi ti metti a osservare il cosmo per farti un'idea, e qualsiasi risultato è sempre qualcosa di relativo a quel 5%.

Allora ti fermi e rifletti.

Magari la via è un'altra: forse è qualcosa che non si conta coi numeri!

Ma, per quanto ti sforzi, perdi il filo perché la tua mente è razionale e si attiene sempre a quel tangibile 5%.

Per far tornare i conti, inizi ad applicare le stesse regole matematiche alla misurazione del pensiero, della ragione, e cominci a capire che quel 95% di energia e materia oscura, in qualche modo, misura la grandezza del tuo spirito, o quantomeno le tue potenzialità, le aspirazioni.

Ed ecco che la matematica si fonde alla filosofia in uno stato simbiotico.


Fai un lungo respiro e continui a cercare: speri di trovare il tuo passo evolutivo nella comprensione di quel 95% che non conosci, attraverso quella nuova chiave di lettura.

Allora cerchi attinenze. Effettui verifiche. Correggi. Ricominci. 

E alla fine ti fai la domanda fatidica: quando avremo scoperto anche quel misterioso 95% , capiremo che tutto quello rappresenta solo il 5% di qualcos'altro?

È proprio nella curiosità, nella brama di conoscenza, in quell'infinita ricerca, che risiede il motore della mente umana?

Domande e ancora domande.

Allora torni al concetto del tempo relativo allo stato del tuo spirito, rapporti quella conoscenza al mondo che ti circonda e arrivi a uno stato di trance, di stallo perpetuo, che ti sussurra una soluzione immaginifica di continuità.

Come un corpo celeste, il tuo pensiero si evolve in continuazione, plasmando la realtà e la ragione, che cominciano ad ammassarsi, a piegare lo spazio-tempo e creare gravità.

Nel frattempo associ il pensiero alla completezza dell'anima, all'espansione dello spirito attraverso la gioia, l'amore, la rabbia, il dolore, la passione.

Lo inserisci nella formula come una costante, volti pagina e continui a misurare.

Calcoli che, se la massa del tuo spirito e la densità della tua anima arrivano a straripare, magari grazie a un momento catartico o di puro godimento o afflizione, puoi piegare lo spazio che ti circonda a tal punto da rallentare il tempo. 

Eppure la regola dice che il tempo non lo puoi fermare, se non sei un buco nero, se non sei abbastanza egoista, se la gravità della tua ragione non è talmente forte da attirare ogni granello del tuo ego, per congelare quell'istante e tenerlo tutto per te. 

 Sai benissimo, nel risultato c'è scritto, che l'unico modo per fermare il tempo è di farti succhiare nell'abisso.




#filosofia #astrofisica #letteratura

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©2020 di Sergio Mastrillo - Autore - Creato con Wix.com

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